Il consumo di vino cresce tranne che in Italia

Sempre meno vino Italiano.

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Secondo uno studio Iwsr per Vinexpo Bordeaux i consumi mondiali di vino saranno in aumento fino al 2018. Ma non per l’Italia, che perderà il terzo posto tra i Paesi consumatori e il primato per il consumo pro capite. QUALI PAESI? È destinata a cambiare la top ten dei Paesi consumatori di vino da qui al 2018. Per i tre grandi Paesi produttori, Francia, Spagna, Italia proseguirà il calo in volumi osservato tra 2009 e 2013, con quest’ultima che cederà il terzo posto alla Germania. La recente ricerca di Iwsr, International Wine and Spirit Research, per Vinexpo Bordeaux dice che nel 2018 in tutto il mondo si consumeranno 2,7 miliardi di casse di vino (una cassa: 9 litri), con un aumento del 3,7%. Gli Usa manterranno la leadership (377,9 milioni di casse rispetto ai 339,6 del 2014) grazie a una crescita del 11,3%, al secondo posto la Francia (288,2 mln casse, -2,8%), terzo posto per la Germania (377,9 mln casse, +1,1%) seguita dall’Italia (273,6 mln di casse, -5,1%). Quinta piazza per Cina/Hong Kong con 180,7 mln di casse e un buon +24,8% dopo il +69,3% del periodo 2009/13. Alla luce dei trend della ricerca Iwsr, l’Italia è destinata a perdere anche l’attuale primato di consumo di vino pro capite. I 48,1 litri del 2014 saranno 45 nel 2018, con un -6,3% che determinerà il sorpasso da parte della Francia, che perderà meno, passando dagli attuali 47,4 litri a 45,1 litri consumati, superando di poco il nostro Paese. ROSATI E BOLLICINE In generale, la crescita dei vini fermi (+3,5% a 2,5 miliardi di casse) sarà inferiore a quella degli spumanti (+6,1%, a 225,4 milioni di cassse), che avranno nelle Americhe la loro migliore performance. Tra i vini fermi, i rosati registreranno la maggiore crescita (+4,5%) rispetto ai rossi (+3,6%) e ai bianchi (+3,1%). Considerando i dieci Paesi consumatori di spumanti cresceranno tutti, tranne Italia e Australia. Bene la Germania, ma soprattutto Usa, Regno Unito e Ucraina, tutte in doppia cifra. Tornando ai fermi, nella top 10 degli importatori spicca l’inversione di tendenza per Germania e Regno Unito, che guidano la classifica: dopo il calo del periodo 2009/13, torneranno a crescere entro il 2018 rispettivamente dello 0,8% e del 4,9%; bene gli Usa (+5,1%) mentre è netto il rallentamento della crescita di Cina e Hong Kong, dal +165,6% del 2009/13 al +31,3% del 2014/18. I DISTILLATI A livello mondiale, si prospetta una crescita del consumo anche per i distillati, previsto a 3,18 miliardi di casse da 9 litri entro il 2018, con un +23,4% complessivo a partire dal 2009. In testa alla classifica il distillato cinese baijiu (ottenuto soprattutto da sorgo o riso) con 1,2 miliardi di casse, nettamente distanziata la vodka (496 milioni di casse), poi brandy, rhum (previsto in calo del 7,6%) e scotch whisky.

www.vinexpo.com

www.theiwsr.com

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