Tim Cook difende la privacy

Nel bene e nel male la società di Cupertino è un gigante della tecnologia, in un’epoca dove la tecnologia condiziona pesantemente la società e l’economia.tim-cook-big

Cook ha affrontato diversi aspetti dell’azienda nel corso dell’intervista fatta dalla giornalista di CBS News Charlie Rose. Lo spirito con la quale è stata creata è lo stesso che viene condiviso da tutti coloro che a diverso titolo partecipano ai processi aziendali, da Jeff Williams, recentemente nominato direttore operativo aJony Ive Chief Designer, a Eddie Cue.

Pochi minuti dopo, l’intervista si fa ancora più scottante. E spesso anche su quello che verrà dopo.

Dovreste avere la possibilità di proteggerli” ha continuato. Tim ha annunciato, scherzosamente, che Apple ha più segreti della CIA.

“La risposta alla vostra domanda è si”. Monitoriamo costantemente la catena di produzione. La vendita avverrà sia online che offline. “Tutte le cose che potreste aspettarvi da noi e anche di più, le facciamo”. E la sua politica di bilancio, criticando il fisco americano, che è obsoleto. Rimpatriare questi capitali non converrebbe all’azienda perché gli costerebbe il 40 per cento in tasse. “E non è una cosa ragionevole da fare”. “E’ stato creato per l’era industriale, non per quella digitale”. Sostanzialmente, si tratta di accessori creati per le persone con disabilità.

Sul tema della sicurezza, Tim Cook si scontra con le pressioni dei governi che chiedono di poter accedere ai dati personali degli utenti, per poter verificare che non siano pericolosi per la società. E li tiene al sicuro tanto quanto l’agenzia governativa. Questo, sicuramente, i fan vorrebbero saperlo: si è detto in realtà che la società stia già lavorando alle nuove edizioni degli Apple Watch. Snowden è la punta dell’iceberg di una situazione sempre vissuta in equilibrio su un filo piuttosto difficile da seguire. “Sul vostro iPhone, ci sono informazioni sulla salute probabilmente, ci sono le informazioni finanziarie”.

La privacy dei clienti va protetta: “siamo negli Usa non ci dovrebbe essere uno scontro fra privacy e sicurezza nazionale”. Perché questo? Perché se c’è un modo per accedere a questi dati, probabilmente troverà un modo per accedervi.

Sulla privacy ci siamo, potremmo dire.

La posizione di Apple è dunque netta e non è mai quasi coincidente con quella del governo. “Siamo l’America, dovremmo avere entrambe le cose”, ha dichiarato l’amministratore delegato di Apple Tim Cook, nel corso di un episodio di “60 minutes” della CBS (emittente americana) dedicato alla casa di Cupertino e trasmesso nella prima serata di domenica 20 dicembre.

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