The Division, il gioco che devasta New York con un’epidemia mondiale

Cosa accadrebbe nelle nostre città in caso di attacco biologico?

Ubisoft prova a rispondere a questa e a molte altre domande con Tom Clancy’s The Division, videogioco che, con un mix di narrativa e azione, fa riflettere sulla precarietà del confine tra ordine e disordine, sull’instabilità dell’equilibrio su cui si basa l’intera umanità, aprendo un dibattito sull’efficacia delle eventuali misure di prevenzione e sicurezza globali.

La New York raccontata da The Division, infatti, è completamente sprofondata nel caos a causa di un’epidemia di vaiolo diffusasi attraverso le banconote durante il Black Friday, l’ultimo venerdì di novembre che negli USA dà il via allo shopping natalizio. In poco tempo acqua, cibo, risorse e cure mediche iniziano a scarseggiare. Economia e istituzioni crollano del tutto. È il caos più totale. Lo scenario videoludico dipinto dal gioco potrebbe non essere così lontano dalla realtà, come hanno spiegato ai microfoni di Fanpage.it i responsabili e gli esperti interpellati durante lo sviluppo del titolo. Il team di sviluppatori e sceneggiatori, che conta almeno un migliaio di persone ed è al lavoro sul gioco dal 2013, si è difatti ispirato all’Operazione Dark Winter, una simulazione di attacco bioterroristico realmente condotta dal Governo degli Stati Uniti il 22 e il 23 giugno del 2001. Le misure di sicurezza preventive non vennero ritenute all’altezza: in pochi giorni, gli Stati Uniti si sarebbero trovati a fronteggiare un’emergenza senza precedenti, dimostrando di non essere affatto in grado di affrontare il propagarsi della pandemia in tutta la nazione.

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